18 Ott

Come valutare una start up - Il mercato di riferimento

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 Terzo appuntamento con l'approfondimento dedicato agli elementi necessari per valutare una start up.  In questo articolo andremo ad analizzare ''il mercato'' in cui la start up andrà ad operare e gli elementi su cui focalizzare la valutazione in vista di un investimento.

 Nella fase di valutazione di una start up, sia dal lato dell'imprenditore che da quello degli investitori, una tappa importantissima è rappresentata dall'analisi del mercato nel quale la start up andrà ad operare.  Un' analisi preliminare è fondamentale per comprendere se ci saranno barriere all'ingresso e se il gioco vale la candela, ossia, se una volta entrati ci sarà spazio sufficiente per tutti i competitors e la possibilità di ritagliarsi una quota di mercato sempre più ampia. Le barriere all'entrata consistono in elementi che vanno ad ostacolare la concorrenza in un mercato, favorendo le imprese già presenti e rendendo la vita complicata alle nuove imprese che vogliono farne parte. In relazione alla natura, una start up potrà scontrarsi principalmente con barriere: - Economiche e tecnologiche: le imprese già presenti in un mercato beneficiano delle economie di scala che una start up non può avere. Inoltre, quest'ultime si troveranno ad affrontare massicci investimenti, di cui molti anche in pubblicità per farsi conoscere, e a fronte di bassi ricavi avranno costi molto più alti rispetto alle concorrenti che pertanto possono permettersi di praticare prezzi più bassi.

La questione dei costi riguarda anche l'impiego di tecnologie in possesso delle imprese già operanti nel mercato rispetto ai nuovi entranti che possono non disporre della medesima tecnologia in quanto esclusiva, oppure non possono permettersela,  in entrambi i casi, saranno dunque costrette a utilizzare una tecnologia inferiore con nessuna prospettiva di sopravvivenza. - Istituzionali e strutturali: Per entrare in alcuni mercati regolamentati,  i policy maker pongono delle condizioni essenziali quali ad esempio il possesso di brevetti o licenze e il rispetto di stringenti normative. In alcuni casi, affinché si possa entrare in un mercato è necessario che un'altra impresa ne esca, in quanto non possono coesistere in un determinato territorio un numero di imprese superiore a quello fissato dagli operatori di politica economica. Si tratta in pratica di barriere determinate da fattori esogeni su cui le imprese non hanno potere d'azione. 

Posto che una start up abbia modo di superare le barriere all'ingresso, è necessario comprendere se ne vale la pena...

In parole povere, se il mercato di riferimento è sufficientemente ampio  da accogliere nuovi entranti e offra possibilità di crescita o se, al contrario, è saturo rispetto alla domanda dei potenziali clienti. L'ampiezza, rappresenta la quantità di operatori presenti in un mercato ed è un indicatore importante in quanto se in calo dimostra che il mercato non è ritenuto attrattivo. Inoltre, è fondamentale analizzare la clientela potenziale, ad esempio, qualora si volesse produrre e commercializzare, in Italia, prodotti vegani la prima domanda da porsi è: ''Quanti vegani ci sono in Italia?''.

Considerando che in parte alcuni prodotti risulterebbero interessanti anche per i vegetariani o per chi, seppur onnivoro, presta attenzione alla propria salute bisogna valutare se c'è sufficiente richiesta e se le aziende già presenti in questo mercato siano in grado di soddisfarla. Qualora la nostra start up vada a introdurre metodologie e prodotti altamente innovativi è importante chiedersi se il mercato è pronto ad accoglierli.

Letto 192 volte Ultima modifica il Mercoledì, 18 October 2017 13:41
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