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03 Gen

Equity crowdfunding e PMI, normativa crowdfunding dal 2017 via libera alla raccolta di capitali online

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Il 2016 è giunto al termine con un’importante novità: il 7 dicembre è stata approvata in Senato la Legge di Stabilità 2017, dopo l’ok della Camera. Diventa quindi ufficiale la possibilità delle PMI italiane di ricorrere alle piattaforme di equity crowdfunding, prerogativa precedentemente riservata solo a startup e PMI innovative. 

Si possono definire "piccole e medie imprese" aziende con meno di 250 dipendenti, un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio non superiore a 43 milioni. Sono ben 136mila PMI nel nostro paese- oltre alle seimila e settecento startup e trecentotrenta PMI innovative, secondo l’ultimo aggiornamento del registro delle Imprese del 19 dicembre 2016- che potranno così finanziare il proprio progetto imprenditoriale con una raccolta fondi online. Un mercato che, come sottolineato dal primo report realizzato dall’Osservatorio del crowdinvesting del Politecnico di Milano, è sicuramente in evoluzione. Il crowdfunding viene infatti definito “un fenomeno col quale misurarsi per chi intende studiare le dinamiche della raccolta di capitale per le imprese” e l’accesso al capitale “un vincolo strategico per chi oggi intende investire.” Le modifiche attuate al testo unico D.L. 24 febbraio 1998 n. 58 aprono così nuovi scenari volti a dare nuova linfa alle imprese italiane, con la possibilità anche di attrarre capitali dall’estero.

Come recita il testo della Legge di Stabilità 2017, l’operatività della disciplina dei portali online per la raccolta di capitali viene estesa “anche alla raccolta di capitale di rischio da parte delle PMI in generale, come definite dalla disciplina europea, nonché degli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investono prevalentemente in PMI”. Per il resto, bisogna fare riferimento alle regole definite dalla Consob, l’autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari, che rimangono invariate. Nel 2013 è stato infatti realizzato, per la prima volta in Europa, un Regolamento per l’equity crowdfunding a cui sono state apportate delle modifiche tre anni dopo, con l'obiettivo di ampliare la platea dei potenziali investitori, oltre a rendere l'iter più semplice e veloce.

Letto 408 volte Ultima modifica il Lunedì, 06 February 2017 16:11
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